Pro-Mario

Torno adesso da un dovuto diritto di replica a Monicelli da parte di noi pro-vita. Abbiamo passato la mattinata saltando da terra fino al quinto piano dell’ospedale San Giovanni.

Detto questo: Ciao Mario, è stato bello aver vissuto per un po’ di tempo nello stesso mondo.

Cose mie, Cronaca vera/nera

Una volta ero omosessuale e di sinistra…

…ora sono sposato con Lisa e voto Buttiglione.

In meno di un decennio la vita di Luca è cambiata radicalmente. Negli anni Novanta, Di Tolve era ricco, di sinistra, la sera si divertiva, andava alle feste di Versace, era ospite a bordo dello yacht di Puff Daddy, viveva nel centro di Milano e girava con l’autista. Oggi vive in Brianza, è di destra, prega molto e ha fondato la onlus Lot “per spronare i ragazzi dubbiosi a essere maschi fino in fondo”.

Cazzo, quelli di Libero hanno fatto vacillare la mia eterosessualità.

Cronaca vera/nera, Uomini & Donne

Er cane de Mustafà

Concetto originale

Bersani:”C’è un’inversione di tendenza, il risultato di 7-6 ci consente di ripartire”

Concetto esemplificato da Nico

Va tutto bene

Sono come tu mi vuoi

Perché puntare a un target quando puoi puntare anche al suo contrario? Con questo uovo di Colombo, ecco Formigoni che dice agli ecologisti “Bisogna andare in bicicletta, sempre!”

E poi agli automobilisti inquinanti: “Bé, le macchine sono sempre state la mia passione”:

Alcuni spoiler sulle prossime puntate: Formigoni si fa un hamburger vegano di seitan inneggiando alla salute. Formigoni scuoia con le proprie mani un maiale durante la preparazione dei salami di Varzi. Formigoni accoglie dei nigeriani a casa sua e gli offre cibo e vestiti. Formigoni accompagna personalmente a calci in culo dei nigeriani all’aeroporto per rispedirli in mezzo ai negher dell’Africa. Formigoni celebra un matrimonio gay. Formigoni si presenta al gay-pride armato di spranga. Eccetera.

Cose mie

Vorrei (parte terza)

Ragazzuoli e ragazzuole che infilate i volantini con le offerte dell’IperMinchia nella cassetta delle lettere, vorrei dirvi che non ci faccio la collezione, non li scambio con gli amici e quindi me ne basta uno, se proprio dovete. Una pigna di dieci non mi serve a un benemerito. E anche: se sta diluviando e li infilate un centimetro dentro e trentacinque centimetri fuori, quando vado a guardare la cassetta non trovo i vostri volantini, ma una specie di salsiccia per cani fatta di cartapesta.

Egregi quel che siete che progettate i bancomat, sono certo che c’è un motivo per il quale il ripiano d’appoggio è inclinato, ma allora scrivetelo su un cartello, così quando vado a prelevare e non so dove cazzo appoggiare il portafogli e il portacarte e il giornale perché scivola tutto per terra, me lo leggo e invece di offendere le vostre mamme prendo atto e vi giustifico.

Caro ex tossico che mi chiedi la firma contro la droga quando mi incontri per strada, vorrei chiederti ufficialmente: come cazzo fanno delle firme a debellare la droga? Non vivendo – per mia sfortuna – in Olanda, queste firme come debelleranno la piaga di polveri e sigarette truccate? Portate i fogli firmati direttamente allo spacciatore e lo convincete a cambiare mestiere forti della statistica? O, addirittura, le firme stesse combattono la droga in quanto tale e la dissolvono nell’aria?

E caro individuo che vuoi vendermi la spilletta contro l’aiz: no, grazie. Non funzionano. Un mio amico ne aveva una ma gli è venuto lo stesso l’aiz.

Cari programmatori software, quando a due secondi dal save as mi si chiude tutto e appare una finestrella che recita “L’applicazione si è chiusa inaspettatamente, vuoi dirci cosa stavi facendo?” Vorrei dirvi: “Ma che cazzo volete che stessi facendo, stavo usando il vostro programma di merda”.

Gentile direttore dell’Ipermercato, vorrei farti sapere che quest’estate ho comprato un chilo di albicocche e ce n’erano due mature. E non è la prima volta che succede. La settimana precedente ho trovato una pesca matura. La vogliamo finire? Siete distratti? Il mio stomaco si è disabituato alla frutta matura da anni. Se volessi della frutta matura comprerei le ciliegie da 9,50 € al chilo (le ciliegie sono così fottutamente care che quelle raggrinzite, marce, mezze masticate dagli uccelli e con dentro il verme invece di buttarle le mettono in vaschette da € 2,50).

Vorrei poi dire ai signori della Sanpellegrino che scrivere “Dissetante!” sulla scatola del Diger Selz è un po’ come scrivere “Elimina il tartaro!” sulla scatola delle sigarette.

Cose mie